Abramo in valle Bormida

Ramses nella Genesi e le SEPAT egiziane (NOMOS)


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Inviato da: Mauro il November 01, 2002 at 06:21:51:

RAMSES (il biblico R^MSS) e' il "proprietario"
della regione che ospita gli Israeliti quando
Giuseppe diventa faraone. Si dice sia un termine
egiziano ("figlio del sole") ma resta il fatto
che il primo faraone a chiamarsi RAMSES compare
solo con la diciannovesima dinastia (RAMSES II e'
quello della battaglia di Kadesh e della pace con
gli Ittiti).

"And Joseph placed his father and his brethren,
and gave them a possession in the land of Egypt,
in the best of the land, in the land of Rameses,
as Pharaoh had commanded." (Genesi 47:11).

Tra Ramses I e Ramses II abbiamo SETI. Se
consideriamo le tante cose emerse, non e' da
escludere che SETI sia SATURNO che ospita Israele
(GIOVE) in terra toscana come da mitologia
ufficiale.

Tutto cio' porterebbe questa parte della storia
biblica in tempi molto piu' recenti di quelli
pensati, con i dodici figli di Giacobbe
provenienti da Liguria-Piemonte che si installano
in zona toscana (la famosa dodecapoli etrusca).
Arriva la schiavitu' e poi c'e' Mose' che dopo un
tortuoso giro (gli Edomiti non li fanno passare)
li riporta in valle padana (ecco la dodecapoli
etrusca padana).

Il nome della localita' biblica egiziana dove
Giuseppe diventa faraone e si stabiliscono gli
Israeliti e' Goshen (GsN). TURAN etrusca sono i
segni alfabetici YUDAH che oltre a "Giuda" sono
anche qualcosa d'altro. Difatti la T di Turan e'
il segno Y umbra e la R di Turan e' il segno D
che tiene la lettura S con la sequenza semitica.
In breve potrebbe starci:

TURAN etrusco, GUSAN (Goshen, GsN)

TIN etrusco, GIN (il giardino GN), eccetera

Sto anche valutando la questione dei "NOMI", che
sono le entita' geografiche facenti parte
dell'Egitto. Ciascuno di questi "nomi" ha un
santuario-citta' sul fiume Nilo ma possono essere
benissimo citta' di riferimento (come se fossero
dei consolati) di regioni distanti anche
parecchio. In particolare l'ottavo "nomo" (il
singolare di questi "nomi" egiziani e' "nomo") e'
ABYDOS, trascrizione greca di ABET. Ci sono
alcune scritte umbre che riportano "PUPIDIIS" che
come BUBIDIIS sarebbe semiticamente "dentro
UBIDIIS".

E' interessante anche il fatto che questi "NOMI"
(in greco "NOMOS") vengono detti SEPAT in
Egiziano (semiticamente "s-Hebat", "che e'
Hebat", la divinita' Hebat hurrita-ittita legata
alla terra e ai fegati-mappa). Sono 22 nell'Alto
Egitto e 20 nel Basso Egitto, una misura
alfabeticamente ottimale (gli alfabeti fenici-
biblici di 22 caratteri e quelli semitici-italici
di 20).

C'e' anche una collimazione interessante tra le
regioni "SEPAT" egiziane e la parola usata dai
Greci, "NOMOS":

sPt, lettura ufficiale etrusca (SEPAT)

NMZ, lettura con la sequenza semitica (NOMOZ-
NOMOS grechi)

Faccio presente che la Z e' il pronome
semitico "questo", cosicche' puo' essere posto
alla fine della parola (NM-Z) oppure all'inizio
(Z-NM). Facendo la stessa cosa con "sPt"
abbiamo "tsP", il Teshup ittita (ciascuna regione
con la sua divinita' della tempesta, ogni regione
un Teshup)

Nella questione rientra anche il "sPT" biblico,
il verbo "to set, place, put, ordain" con lo
stesso senso geografico di queste "SEPAT" regioni
egiziane.

Saluti,
Mauro
http://www.cairomontenotte.com/abramo/

ABGDhVZHtYKLMNS^PzQRsT (fenicio-biblico)

-AEVZHtIKLMNPsRSYUpQF- (alfabetari etruschi di
venti caratteri)



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