Abramo in valle Bormida

Re: Camuni-retici-etruschi, poi celtici, poi fenici


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Inviato da: carlo il July 02, 2003 at 06:04:14:

In risposta a: Re: Camuni-retici-etruschi, poi celtici, poi fenici
Inviato da Luca il July 02, 2003 at 01:10:39:

: Salve a tutti leggo ognitanto questo
interessante
: forum ma intervengo poco,perche' le mie
: conoscenze in materia sono poche,anche se altri
: campi di indagine mi portano perlomeno a vedere
: come ipotesi molto plausibile quella
indoeuropea
: o borea che dir si voglia.
: Intervengo solo per dire a Mauro,che seguo
sempre
: con interesse,che ha fatto un po di confusione
: sul "FUdARK celtico".Intanto i celti non
avevano
: nessun "FUdARK" in quanto il FUTHARK e'
: l'alfabeto germanico,i celti avevano altri tipi
: di scrittura non basati su lettere ma su
semplici
: "tacche" sul legno,data la nota avversione dei
: druidi verso la scrittura,in favore della
: memoria,vero fondamento della tradizione prima
: della scrittura.
: A parte questo,il Futhark germanico che molto
: probabilmente si e' sviluppato relativamente
: tardi rispetto agli altri sistemi di scrittura
da
: voi analizzati non presenta una unita'
: complessiva ma e' alquanto variegato
(differenze
: a seconda della geografia e dell'antichita'
dello
: stesso)
: La serie conosciuta che sembrerebbe la piu'
: antica (il condizionale e' d'obbligo) e' quella
: detta serie lunga o antica,composta da 24 rune
: divise in 3 gruppi da 8(fondamentali il 3 e l'8
: nella tradizione norrena)...premesso che non e'
: sempre istantenea la traduzione delle rune
: nell'alfabeto latino,l'ultima runa della terza
: serie e' la D,non la L,qui di seguito
: scrivo,traducendo approssimativamente,tutte le
: "lettere" dell'alfabeto runico:
: F-U-TH-A-R-K-G-W: :H-N-I-J-E-P-r(diversa dalla
: prima R)-S: :T-B-e-M-L-NG-O-D
: La serie breve,o scandinava di 16 segni è la
: seguente:
: F-U-TH-A-R-K: :H-N-H-N-S(dalla similitudine
: fonetica in latino di segni diversi si evince
il
: carattere non puramente letterale dei
segni): :T-
: B-M-L-R.
: ci sono poi altre versioni,
: anglosassoni,norvegesi,islandesi piu' recenti,e
: c'e' poi il metodo di scrittura simile a quello
: celtico (detto Ogham) consistente
: del'intagliatura dei rami,specificamente di
rami
: di abeti o simili,strappando dalla fronda a
: destra e sinistra gli aghi,lasciandone uno,due
o
: tre nel lato sinistro (primo,secondo o terzo
: gruppo di otto rune) e lasciandone da uno a
otto
: aghi nel lato destro (indicando cosi' a quale
: delle 8 rune ci si riferisce).
: Scusate se magari ho divagato un po dal tema
: centrale ma il mio voleva solo esser un
: intervento chiarificatore in uno di quei pochi
: campi in cui posso esser d'aiuto.
: Buono studio :)
: Luca

Caro Luca,
grazie del tuo post. Mi pare che ci siamo già
confrontati, vero? Se hai letto ancora avrai
visto che qua dentro non dominano i geni, ma che
il confronto è molto utile. In una pausa (del suo
disordine), Mauro ci ha regalato la sua
numerazione A = 0 che merita altre riflessioni.
Tu dici di essere affezionato all'ipotesi
indoeuropea. Io l'ho definita E NIG MAH, casa del
troppo, per riconoscere che qualcuno aveva
scritto cose giuste. Mi riferisco al Mommsen che,
nel 1854-1856, scriveva la storia di Roma
antica, in cui al lib. 1 cap.3 ipotizzava
l'Eufrate come zona originaria delle lingue
indoeuropee, circa 30 anni prima della scoperta
delle civiltà sumera ed accadica. Ma, il nazismo
magico portò poi tutti fuori strada. Dobbiamo
recuperare la strada giusta.
Nel tuo post, tu scrivi:
"data la nota avversione dei
druidi verso la scrittura,in favore della
memoria,vero fondamento della tradizione prima
della scrittura".
Questa è una perla. E' ovvio che noi non possiamo
fondare sulla memoria per ricostruire quella
memoria, ma su qualcos'altro. Io lo faccio sui
nomi degli dèi, che hanno riscontro scritto
vicinoorientale. Mi fanno pena tutti i centro-
nordeuropei che lo fanno sulle leggende. Li vedo
come i replicanti di Blade Runner: privi di
storia, sono ossessionati dal ricostruirne una.
Non ti ripeto che cosa pensi delle Processionarie
del Pino, cioè i nostri accademici italici che
ripetono i riti dei replicanti.
In pagina generale puoi trovare Antaresbis, Il
Solstizio sbagliato, che ti mostra che cosa io
pensi di quel che scrisse Virgilio. Chiedi a
qualche latinista di tua conoscenza: se è giusta
quella traduzione, allora gli indoeuropei
arianizzati sono una favola, che io chiamo brutta
e tu puoi chiamare bella, ma resta una favola.
Intervieni ancora, Luca.



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