Abramo in valle Bormida

Re: Archeoastronomia e numeri-lettere


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Inviato da: Mercurio il May 30, 2003 at 22:16:42:

In risposta a: Archeoastronomia e numeri-lettere
Inviato da Mauro il May 30, 2003 at 18:10:11:


Chissà se un giorno non si chiamerà
archeoastrologia, quando dai numeri si passerà ai
significati degli stessi, come spesso eccedono
sedicenti astrologi ma come tentarono i magi
babilonesi(vedi La scrittura celeste, il libro
citato da Carlo). La difficoltà era avvalersi di
una tradizione e nello stesso tempo di
avvalorarla con la riprova sperimentale. La
ricerca archeologica è spesso divisa tra
l'atteggiamento ancora sempre scientista che vede
solo la chimica del fatto (e non pensa, non
collega le cose e non le distingue) e dalla
ricerca a volte fantasiosa di una tradizione che
si fa fatica a decifrare, per la sua lontananza
babelica (ma soprattutto logica). La speranza il
presentimento che il passato abbia ancora delle
cose da dire è forse la motivazione di ogni
ricerca che non sia solo per l'arida promozione
della "scienza", che è sempre più una professione
e sempre meno una passione, un moto dell'anima.
Il linguaggio è un archivio confuso di molte
tradizioni, con la logica si possono sviscerare
molte sorprese fagocitate dal tempo, che è una
animale morto (ucciso), lasciando stare la
chimica ottocentesca dello scientismo e ancora
più stare le fantasticherie ottocentesche della
teosofia. La concretezza in una scienza come
questa però deve ancora valere come lettura
(intelligente) dei segni celesti, oltre che delle
cose celesti come semplici cose materiali
(terrestri, umane, troppo umane)nello spazio. La
mappatura terrena dei segni avrebbe senz'altro un
riscontro nelle ipotesi di Mauro, sulla valenza
geografica dei fegati. (Tuttavia puoi ammettere,
se fosse vero che una parte significativa del
cielo si traccia prospetticamente sulla terra,
questo potrebbe anche avvenire, nel luogo e nel
giorno, nel fegato degli animali e in ogni cosa
sensibile e leggibile!)
Allora il senso del mio messaggio è in sostanza
di rivalutare l'astrologia come scienza, non
scienza dei determinismi assoluti ma scienza del
caos, nel pieno significato di questo termine,
quello che in parte verrà fuori da questo forum,
io auguro.


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