Abramo in valle Bormida

Passato, presente, futuro


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Inviato da: Mauro il May 31, 2003 at 12:08:35:

In risposta a: Re: Archeoastronomia e numeri-lettere
Inviato da Mercurio il May 30, 2003 at 22:16:42:

Mercurio ha scritto:
: se fosse vero che una parte significativa del
: cielo si traccia prospetticamente sulla terra,
: questo potrebbe anche avvenire, nel luogo e
nel
: giorno, nel fegato degli animali e in ogni
cosa
: sensibile e leggibile!)

Sono d'accordo e si potrebbe anche delineare
come siano in collegamento tra loro queste
differenti realta'. Tutto quello che abbiamo
intorno potrebbe essere noi stessi ma visto con
una differente diciamo angolazione o anche con
punti di partenza temporali diversi (chi vive la
storia del mondo partendo dall'inizio, chi vive
l'inizio piu' tardi cosiderato che il passato e
il futuro possono anche coincidere o mutare a
seconda degli sviluppi presenti).

E' perfettamente naturale che una zona del
pianeta sia diventata il suo fegato e che molti
abbiano cercato un parallelo, esistente o meno,
con i fegati di un corpo umano o animale. Le
possibilita' sono tante, lo stesso corpo umano
puo' subire trasformazioni ritrovabili negli
spostamenti delle zolle tettoniche e via dicendo.

Poi ci troviamo che siamo comunque in questo
qualcosa di definito che conosciamo. Se
dovessimo cambiare significa che inizia qualcosa
d'altro, mentre finche' ci siamo dentro possiamo
mettere un ordine sensato che non faccia finire
la realta' che stiamo vivendo. Puo' venire fuori
un mondo "piccolino" dove noi siamo agglomerati
urbani in movimento e sarebbe piu' facile
accettare che a un certo punto come astronave il
nostro corpo venga mandato in discarica. In tale
realta' i transiti dei pianeti magari non
influenzano "direttamente" ma vengono usati come
calendario per regolamentare ogni cosa,
cosicche' chi ci crede fa parte di questa
confederazione di agglomerati, mentre gli
scettici sfuggono alle regole ma devono pur
tenere presente che il resto agisce in tal modo
e influenza l'intera collettivita'.

Se non le pensiamo noi qualcuno queste cose le
ha comunque pensate e le pensera'. Aspettiamoci
di tutto dagli scritti e dai reperti del
passato. Non puo' mancare pero' quella parte che
riguarda il territorio come lo conosciamo oggi.
Puo' essersi materializzato in questo modo nel
corso dei secoli e noi oggi ci viviamo sopra. E'
un essere umano anche lui? Qualsiasi cosa sia e'
meno vago dell'aria e dell'acqua, e nel momento
che esiste la navigazione ci si accorge dei suoi
confini netti e precisi. Impossibile che non sia
il territorio a diventare il protagonista della
maggior parte dei nostri discorsi in questa
epoca "terrestre". Il territorio intero, le sue
parti, tutte quante entita' viventi (vedi per
esempio gli specchietti etruschi da considerare
con il sud in alto, con Turan-Venere come
Italia).

Be'... potrei andare avanti pagine intere in
questo modo. Si potrebbe cambiare il mondo e
basterebbe magari che tutti pensino che si possa
volare per poterlo fare veramente. L'intuizione
teosofica poteva essere la possibilita' di
definire un punto di partenza globale che si
materializzerebbe nel momento che venga pensato
universalmente, ma e' chiaro che il prodotto
dell'evoluzione non e' semplice da gestire.
Piuttosto che stravolgere il mondo e le leggi
fisiche conosciute, trovo interessante scoprire
un'unita' globale del nostro passato senza
ricorrere a novita' impossibili da accettare ma
con la normalita' che conoscevano benissimo il
territorio e usavano tecniche descrittive simili
a quelle usate odiernamente.

Saluti,
Mauro
http://www.cairomontenotte.com/abramo/


Mercurio ha scritto:
: Chissà se un giorno non si chiamerà
: archeoastrologia, quando dai numeri si passerà
ai
: significati degli stessi, come spesso eccedono
: sedicenti astrologi ma come tentarono i magi
: babilonesi(vedi La scrittura celeste, il libro
: citato da Carlo). La difficoltà era avvalersi
di
: una tradizione e nello stesso tempo di
: avvalorarla con la riprova sperimentale. La
: ricerca archeologica è spesso divisa tra
: l'atteggiamento ancora sempre scientista che
vede
: solo la chimica del fatto (e non pensa, non
: collega le cose e non le distingue) e dalla
: ricerca a volte fantasiosa di una tradizione
che
: si fa fatica a decifrare, per la sua
lontananza
: babelica (ma soprattutto logica). La speranza
il
: presentimento che il passato abbia ancora
delle
: cose da dire è forse la motivazione di ogni
: ricerca che non sia solo per l'arida
promozione
: della "scienza", che è sempre più una
professione
: e sempre meno una passione, un moto
dell'anima.
: Il linguaggio è un archivio confuso di molte
: tradizioni, con la logica si possono
sviscerare
: molte sorprese fagocitate dal tempo, che è una
: animale morto (ucciso), lasciando stare la
: chimica ottocentesca dello scientismo e ancora
: più stare le fantasticherie ottocentesche
della
: teosofia. La concretezza in una scienza come
: questa però deve ancora valere come lettura
: (intelligente) dei segni celesti, oltre che
delle
: cose celesti come semplici cose materiali
: (terrestri, umane, troppo umane)nello spazio.
La
: mappatura terrena dei segni avrebbe senz'altro
un
: riscontro nelle ipotesi di Mauro, sulla
valenza
: geografica dei fegati. (Tuttavia puoi
ammettere,
: se fosse vero che una parte significativa del
: cielo si traccia prospetticamente sulla terra,
: questo potrebbe anche avvenire, nel luogo e
nel
: giorno, nel fegato degli animali e in ogni
cosa
: sensibile e leggibile!)
: Allora il senso del mio messaggio è in
sostanza
: di rivalutare l'astrologia come scienza, non
: scienza dei determinismi assoluti ma scienza
del
: caos, nel pieno significato di questo termine,
: quello che in parte verrà fuori da questo
forum,
: io auguro.




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