Abramo in valle Bormida

Re: Passato, presente, futuro


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Inviato da: carlo il June 01, 2003 at 05:22:10:

In risposta a: Passato, presente, futuro
Inviato da Mauro il May 31, 2003 at 12:08:35:

: Mercurio ha scritto:
: : se fosse vero che una parte significativa del
: : cielo si traccia prospetticamente sulla
terra,
: : questo potrebbe anche avvenire, nel luogo e
: nel
: : giorno, nel fegato degli animali e in ogni
: cosa
: : sensibile e leggibile!)

: Sono d'accordo e si potrebbe anche delineare
: come siano in collegamento tra loro queste
: differenti realta'. Tutto quello che abbiamo
: intorno potrebbe essere noi stessi ma visto con
: una differente diciamo angolazione o anche con
: punti di partenza temporali diversi (chi vive
la
: storia del mondo partendo dall'inizio, chi vive
: l'inizio piu' tardi cosiderato che il passato e
: il futuro possono anche coincidere o mutare a
: seconda degli sviluppi presenti).

: E' perfettamente naturale che una zona del
: pianeta sia diventata il suo fegato e che molti
: abbiano cercato un parallelo, esistente o meno,
: con i fegati di un corpo umano o animale. Le
: possibilita' sono tante, lo stesso corpo umano
: puo' subire trasformazioni ritrovabili negli
: spostamenti delle zolle tettoniche e via
dicendo.

: Poi ci troviamo che siamo comunque in questo
: qualcosa di definito che conosciamo. Se
: dovessimo cambiare significa che inizia
qualcosa
: d'altro, mentre finche' ci siamo dentro
possiamo
: mettere un ordine sensato che non faccia finire
: la realta' che stiamo vivendo. Puo' venire
fuori
: un mondo "piccolino" dove noi siamo agglomerati
: urbani in movimento e sarebbe piu' facile
: accettare che a un certo punto come astronave
il
: nostro corpo venga mandato in discarica. In
tale
: realta' i transiti dei pianeti magari non
: influenzano "direttamente" ma vengono usati
come
: calendario per regolamentare ogni cosa,
: cosicche' chi ci crede fa parte di questa
: confederazione di agglomerati, mentre gli
: scettici sfuggono alle regole ma devono pur
: tenere presente che il resto agisce in tal modo
: e influenza l'intera collettivita'.

: Se non le pensiamo noi qualcuno queste cose le
: ha comunque pensate e le pensera'. Aspettiamoci
: di tutto dagli scritti e dai reperti del
: passato. Non puo' mancare pero' quella parte
che
: riguarda il territorio come lo conosciamo oggi.
: Puo' essersi materializzato in questo modo nel
: corso dei secoli e noi oggi ci viviamo sopra.
E'
: un essere umano anche lui? Qualsiasi cosa sia
e'
: meno vago dell'aria e dell'acqua, e nel momento
: che esiste la navigazione ci si accorge dei
suoi
: confini netti e precisi. Impossibile che non
sia
: il territorio a diventare il protagonista della
: maggior parte dei nostri discorsi in questa
: epoca "terrestre". Il territorio intero, le sue
: parti, tutte quante entita' viventi (vedi per
: esempio gli specchietti etruschi da considerare
: con il sud in alto, con Turan-Venere come
: Italia).

: Be'... potrei andare avanti pagine intere in
: questo modo. Si potrebbe cambiare il mondo e
: basterebbe magari che tutti pensino che si
possa
: volare per poterlo fare veramente. L'intuizione
: teosofica poteva essere la possibilita' di
: definire un punto di partenza globale che si
: materializzerebbe nel momento che venga pensato
: universalmente, ma e' chiaro che il prodotto
: dell'evoluzione non e' semplice da gestire.
: Piuttosto che stravolgere il mondo e le leggi
: fisiche conosciute, trovo interessante scoprire
: un'unita' globale del nostro passato senza
: ricorrere a novita' impossibili da accettare ma
: con la normalita' che conoscevano benissimo il
: territorio e usavano tecniche descrittive
simili
: a quelle usate odiernamente.

: Saluti,
: Mauro
: http://www.cairomontenotte.com/abramo/

:
: Mercurio ha scritto:
: : Chissà se un giorno non si chiamerà
: : archeoastrologia, quando dai numeri si
passerà
: ai
: : significati degli stessi, come spesso
eccedono
: : sedicenti astrologi ma come tentarono i magi
: : babilonesi(vedi La scrittura celeste, il
libro
: : citato da Carlo). La difficoltà era avvalersi
: di
: : una tradizione e nello stesso tempo di
: : avvalorarla con la riprova sperimentale. La
: : ricerca archeologica è spesso divisa tra
: : l'atteggiamento ancora sempre scientista che
: vede
: : solo la chimica del fatto (e non pensa, non
: : collega le cose e non le distingue) e dalla
: : ricerca a volte fantasiosa di una tradizione
: che
: : si fa fatica a decifrare, per la sua
: lontananza
: : babelica (ma soprattutto logica). La speranza
: il
: : presentimento che il passato abbia ancora
: delle
: : cose da dire è forse la motivazione di ogni
: : ricerca che non sia solo per l'arida
: promozione
: : della "scienza", che è sempre più una
: professione
: : e sempre meno una passione, un moto
: dell'anima.
: : Il linguaggio è un archivio confuso di molte
: : tradizioni, con la logica si possono
: sviscerare
: : molte sorprese fagocitate dal tempo, che è
una
: : animale morto (ucciso), lasciando stare la
: : chimica ottocentesca dello scientismo e
ancora
: : più stare le fantasticherie ottocentesche
: della
: : teosofia. La concretezza in una scienza come
: : questa però deve ancora valere come lettura
: : (intelligente) dei segni celesti, oltre che
: delle
: : cose celesti come semplici cose materiali
: : (terrestri, umane, troppo umane)nello spazio.
: La
: : mappatura terrena dei segni avrebbe
senz'altro
: un
: : riscontro nelle ipotesi di Mauro, sulla
: valenza
: : geografica dei fegati. (Tuttavia puoi
: ammettere,
: : se fosse vero che una parte significativa del
: : cielo si traccia prospetticamente sulla
terra,
: : questo potrebbe anche avvenire, nel luogo e
: nel
: : giorno, nel fegato degli animali e in ogni
: cosa
: : sensibile e leggibile!)
: : Allora il senso del mio messaggio è in
: sostanza
: : di rivalutare l'astrologia come scienza, non
: : scienza dei determinismi assoluti ma scienza
: del
: : caos, nel pieno significato di questo
termine,
: : quello che in parte verrà fuori da questo
: forum,
: : io auguro.

Mauro,
condivido la tua riflessione. Non la scelta. E'
un falso concreto il territorio come punto fermo.
E' il punto di vista ciò che conta: bisogna che
ci sforziamo di pensare come loro pensavano. A me
è stato utile, in questi giorni. Sono partito
dalla fine di Giordano Bruno: il rogo. E' finito
bruciato dalla Inquisizione perchè era panteista.
Il suo De magia prova che credeva che Dio,
creando, è diventato Mondo.
Ma, mi sono detto, mi avevano descritto il
panteismo in un altro modo! E' panteismo anche
quello degli esoterici, di oggi. Dunque, quando i
Sumeri scrivevano KU A, per indicare l'oracolo,
intendevano proprio A KU A, intesa come dio.
Rivediamo la leggenda di NUS KU, con questa
avvertenza: l'oggetto rilevante è un soggetto.
Già sapevo questo per via degli AP KAL LU, gli
animali mese dello zodiaco mesopotamico.
aNDIAMO CON ORDINE.
La leggenda originaria è stata stravolta nella
Lampada di Aladino. Era la lampada di NUS KU.

Ci fu una rivolta degli dèi, ribellati ad EN LIL,
il dio dell'aria. Il Sole e la Luna furono con i
rivoltosi: mancò la luce e fu buio pesto.
EN LIL-Aria chiamò il figlio NUS KU e lo mandò,
CON LA SUA LAMPADA, ad avvertire gli Inferi della
rivolta in corso.
La luce, lux -in latino- è LU GH, in sumero, col
significato di 'personaggio (LU) di nome GH'. Se
ha un nome, allora aggiungiamolo al nome di NUS
KU: G NUS KU, gnosco, comincio a conoscere.
Cominciate a conoscere che cosa?



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