Abramo in valle Bormida

Re: Terzo libro dell'Eneide


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Inviato da: carlo il July 29, 2003 at 06:15:05:

In risposta a: Terzo libro dell'Eneide
Inviato da Mauro il July 27, 2003 at 16:16:15:

: Carlo scrive:
: : La ricerca di -
: :
:
tiscali/etruschi_tarquinia/laleggendadidardano.ht
: : - non ha prodotto risultati in nessun
documento.
: : cita libro e versi separandoli dalle tue
: fantasie.

: Sulla riga dell'indirizzo devi scrivere tutto
: l'indirizzo senza dimenticare neanche una
lettera
: (l'indirizzo inizia dalla parola "http" e
finisce
: con "htm"):

: http://web.tiscali.it/no-redirect-
:
tiscali/etruschi_tarquinia/laleggendadidardano.htm

: "La leggenda di Dardano, capitolo 1,
: Ristrutturato dal n.31 della rivista Aufidus
: (Università di Bari; C. N. R.)"

: La pagina principale e' questa (La leggenda
: troiana in Italia, di Albero Palmucci):

: http://web.tiscali.it/no-redirect-
: tiscali/etruschi_tarquinia/

: "La tradizione greca filoetrusca (o etrusca?)
fu
: rielaborata da Virgilio nell'Eneide. Secondo
lui,
: Dardano, il capostipite dei Troiani era nato
: nella etrusca città di Corito (oggi Tarquinia).
: Da qui emigro' nell'isola di Samotracia dove
: introdusse la religione etrusca dei Misteri; e
da
: qui si sposto' poi in Asia Minore dove i suoi
: discendenti fonderanno Troia. Quando poi questa
: citta' verrà distrutta dai Greci, gli dei
: imporranno ad Enea di ricondurre i superstiti
: Troiani a Corito-Tarquinia perche' questa era
la
: loro antica madre terra. Questo narrava
Virgilio
: nel terzo libro dell'Eneide."

:
: Saluti,
: Mauro
: http://www.cairomontenotte.com/abramo/

Dardano

“Dardano e il padre Iasio è nostra
stirpe, v.252
che da lui capostipite discese.
Ed ora sorgi, e al vecchio padre, lieto,
questi veraci detti riferisci:
Còrito cerchi, nell’ausonia terra,
perché i campi dirtèi Giove ti nega.-“

Questo è il passo esatto dell’Eneide, libro III,
tradotto da Adriano Bacchelli.
La stirpe di Publius Virgilius Maro è etrusca.
Gli etruschi, RA SH NA, hanno dio sovrano AN SH
AR, nome sumero conservato dai babilonesi di
Saturno.
L’Italia viene salutata da Publius Virgilius Maro
così: “Salve, grande genitrice di messi, terra
Saturnia,// grande madre di eroi: per te incede
fra antichi // fasti di gloria e d’arte, osando
dischiudere le sacre fonti; // e canto il carme
di Ascra per le città romane.” Georgiche, libro
II, vv. 173-176. Il massimo cantore latino osa
dischiudere le sacre fonti etrusche, a rischio di
fronte alle città romane per le quali canta il
poema di Esiodo, nativo di Ascra: Le opere ed i
giorni.



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