Porgo il benvenuto della nostra città agli ospiti e ringrazio tutti gli intervenuti che con la loro presenza danno lustro e decoro a questa cerimonia.
Giuseppe Cesare Abba per ciò che rappresenta, non solo nell'ambito della Val Bormida ma di tutta la Nazione, col suo passato di soldato, scrittore, amministratore ed educatore, merita imperitura e generale riconoscenza.
La città natale di Cairo Montenotte ha già avuto modo in passato di attribuire ad Abba i dovuti onori in altre quattro occasioni che mi preme ricordare perché significative:
- nel 1908 quando venne formato un comitato per il festeggiamento del suo settantesimo compleanno nel cui ambito venne coniata una medaglia diffusa tra amici ed ammiratori per raccogliere fondi atti a dare vita ad iniziative scolastiche - educative a vantaggio della gioventù cairese;
- nel 1910 quando, dopo i funerali di Brescia, la sua salma venne trasportata nel cimitero di Cairo Montenotte avvolta nella stessa bandiera che aveva ornato il feretro di Giuseppe Mazzini;
- nel 1938 quando per la celebrazione del centenario della nascita furono indette manifestazioni per additare il suo posto di onore nella Nazione quale soldato, scrittore ed insegnante;
- nel 1960 mentre tutta l'Italia si preparava a festeggiare degnamente il primo centenario dell'Unità, la città di Cairo Montenotte, stimolata da questa atmosfera di reverente commemorazione degli eroi del Risorgimento, ricordò il suo illustre cittadino nel cinquantenario della morte.
L'epopea garibaldina conta Abba fra i suoi prodi come soldato e cantore delle gesta dei Mille; ma nei fatti d'arme si mise in evidenza anche l'umanità di Abba - nel rispetto sempre dimostrato agli avversari -, la sua natura schiva, la sua modestia. Degno di nota è l'episodio di "Bezzecca" quando rifiutando una più alta onorificenza e accettando la medaglia d'argento che poteva fregiare, egli disse: "Tanto il petto di un Generale come quello di un povero contadino". La letteratura vanta in lui uno scrittore insigne, ed infatti in virtù di un Decreto del Presidente della Repubblica e per il tramite del Ministro di Grazia e Giustizia Martinazzoli è stata presentata il 20 febbraio 1984, l'edizione nazionale delle sue opere, edita dalla Editrice Marcelliana di Brescia e curata da un Comitato Scientifico di altissimo valore, con sede nell'Ateneo di Brescia.
L'allora Ministro della Pubblica Istruzione On. Mario Pedini in quella occasione ebbe ad affermare: "Nel promuovere l'edizione nazionale delle opere di Cesare Abba abbiamo inteso non solo concorrere degnamente al centenario garibaldino, ma arricchire la cultura italiana anche di una edizione critica che si rendeva necessaria per la complessità della produzione del nostro autore, per il succedersi, spesso tormentato, delle edizioni delle sue opere. Ma l'edizione nazionale vuole essere un contributo anche alla letteratura italiana oltre che alla letteratura risorgimentale. Perché, non vi è dubbio, nella generale e comprensibile tendenza retorica della letteratura agiografica risorgimentale, gli scritti di Giuseppe Cesare Abba brillano per la loro semplicità, per la loro pacatezza, sì da apparire quasi una testimonianza di "retorica attica"".
La larga fama che gli aveva procurato la pubblicazione dei suoi libri, soprattutto le Noterete d'uno dei Mille, favorì l'inserimento di Giuseppe Cesare Abba nell'ambiente scolastico.
Per quattro anni fu insegnante nel Liceo "Evangelista Torricelli" di Faenza e per ventisei anni, prima insegnante e poi Preside, nell'Istituto Tecnico "Nicolò Tartaglia" di Brescia.
Nella professione di insegnante Giuseppe Cesare Abba si realizzò pienamente raggiungendo note elevatissime di valore tali da suscitare l'ammirazione di tutti per l'intelligenza, la gentilezza del cuore e la ammirevole erudizione.
Il Piccolo uscito a Faenza il 13.11.1910 con un necrologio lo definiva "anima piena di un ideale di vita puro. Nato e cresciuto in un periodo aspro di lotte, ardente di odio, egli recava invece nella scuola e nei rapporti esterni con i giovani una voce serena ed elevata di amore".
Abba dedicò anche parte della sua feconda vita ad attività sociali.
La fondazione della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Cairo Montenotte, una delle prime della Valle Bormida, fu opera sua.
Dal 1868 al 1881 fu amministratore comunale prima in qualità di Assessore e poi di Sindaco, destando sempre ammirazione.
Durante questo periodo di impegno amministrativo egli compì tutta una serie di opere che fecero di Cairo Montenotte una cittadina moderna ed ordinata.
Fece costruire la nuova fognatura, ampliare il cimitero, istituire scuole serali per operai e contadini. Favorì anche l'istituzione di una Banca Popolare perché i lavoratori e gli agricoltori avessero un credito facile senza eccessive fatiche.
Nonostante la sua modestia, che rasentava l'umiltà, per i suoi molteplici meriti fu nominato Senatore del Regno il 5 giugno 1910, ma pochi mesi dopo, il ó novembre, lo coglieva improvvisa la morte al suo posto di "combattimento" ove era rimasto con tanta purezza e semplicità "garibaldina".
La figura di Giuseppe Cesare Abba sia di esempio ai giovani nella vita.
Gli Italiani facciano propri i suoi ideali per un domani di pace e di serenità.