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Le stirpi ibero-liguri nell'Occidente e nell'Italia antica

di Luigi Schiaparelli (Torino, 1880)
 
Prefazione
 

Capo primo

   I    Le antichissime popolazioni storiche dell'Europa occidentale meridionale appartenevano etnograficamente alla famiglia iberica. Opinioni erronee sugli abitanti anteriori, secondo le ultime ricerche, e specialmente sui Finni. 
   II    Quelle popolazioni non hanno a che fare colla razza ariana, neppure nelle indicazioni antiche. Estensioni delle genti iberiche. Vario significato geografico dell'Iberia nei diversi tempi. 
   III    Dispareri sull'etnografia degli Iberi. Ignoranza relativa degli antichi Greci e Romani sull'Occidente. Scarsità di notizie sugli Iberi. Loro alfabeto e monumenti incisi superstiti. Difficoltà nella pronunzia dei nomi iberici presso i Romani. Studi dei moderni e caratteri della lingua basca, reliquia delle favelle iberiche. 
   IV    Origine del nome, e significato etnografico e geografico antico della parola Iberi e Iberia. Estensione degli Iberi fuori della penisola spagnuola e regresso successivo nella medesima. Loro carattere secondo gli antichi scrittori. 
   V    Insufficienza dei metodi antichi nelle ricerche etnografiche e sulla patria primitiva delle nazioni. Tendenze alla dottrina dell'autoctonia. Notizie sugli iberi presso i Greci e i Romani. Le origini asiatiche, e strade per cui poterono arrivare nell'Europa occidentale. Altipiano sottomarino nell'Atlantico, e congetture sulla grande isola di quel nome. 
   VI    Le origini americane combinate colle tradizioni druidiche e colle scoperte presso i laghi superiori in America, nelle Canarie e nell'Africa settentrionale. 
   VII    Teoria delle origini africane in relazione colle americane e colle atlantiche. Vicende successive delle genti ibero-liguri nei paesi occupati. Conclusione sulla loro nazionalità e sulla loro patria primitiva. 
   VIII    Notizie particolari sulla lingua basca o eskuara, e progressi nella medesima. Esagerazioni sulla sua antichità ed eccellenza. Individualità di questo idioma fra le lingue conosciute. Teorie della origine asiatica, ariana, semitica e turanica. 
   IX    Teoria delle affinità americane collegate colle tradizioni atlantiche. Pericolo di errori gravi nel congetturare la fratellanza dei popoli dalla analogia parziale delle loro lingue. 
   X    Individualità del basco, malgrado l'introduzione di numerosi vocaboli stranieri. La lingua basca in pericolo nella Spagna e nella Francia, e perché. 
   XI    Riazione salutare dei Baschi rispetto alla lingua e alla letteratura nazionale. Modificazioni nel tipo basco, ed elementi di conservazione nella Vascovia. Ultime osservazioni sul tipo del loro cranio. 
   XII    Isolamento dei Baschi e conseguenze dannose del medesimo in ordine colla coltura intellettuale: indole e sentimento poetico dei Baschi nelle classi popolari. Carattere della loro letteratura. 
   XIII    Stato interno dei Baschi e loro indole. I Fueros e l'emigrazione. Conseguenze della medesima sulla lingua e nazionalità basca. Consuetudini nazionali, eccetera. 

Capo secondo

   I    Gli abitatori preistorici dell'Italia appartenevano a diversi tipi, di cui più non rimane che la memoria tradizionale, con alcune reliquie e monumenti di poco conto: ma degli abitatori storici più antichi a noi noti si ricordano i Sicani e i Liguri, e degli ultimi esistono tuttavia i discendenti. 
   II    Picciola importanza dei Sicani nel continente italico e breve prevalenza nell'isola, che fu più tardi chiamata Sicilia. 
   III    Osservazione di fatto e preliminare sul paese occupato dai Liguri nei vari periodi della loro politica esistenza e relativo confronto. 
   IV    Le prime notizie sui Liguri ebbero i Greci dai Fenici: nomi loro attribuiti. Stanza dei medesimi nella Spagna meridionale e sulle cste orientali. Indicazioni di Ecateo, Erodoto, Eschilo, Sofocle sui Ligi e sulla Ligustica; di Eratostene sulla penisola e sul mare di questo nome. 
   V    Nel IV secolo a.C. sulle coste orientali della Spagna, della Gallia meridionale e dell'Italia occidentale fino alla Tirrenia non vi erano che Liguri e Iberi. I Celti non compaiono ancora sulla marina. Osservazioni di Polibio. Prevalenza successiva dei Celti e ritiro dei Liguri all'est del Varo, a eccezione di alcune loro tribù sulla marina, conservatesi autonome fino alla dominazione romana. 
   VI    Autori moderni estendono i confini dei Liguri a tutta la Gallia occidentale fino al mare del Nord, altri ancora di più, fino all'Inghilterra e alle isole Sorlinghe; ma non se ne recano prove concludenti. 
   VII    Limiti delle terre abitate dai Liguri in Italia diversi nei diversi scrittori: relazione cogli Etruschi prima e poi coi Celti. Osservazioni sugli abitanti delle sponde del Po, e mutazioni prodotte dalla venuta a vari intervalli di popolazioni celtiche. 
   VIII    Opinione di Nicolucci, Celesia e di altri scrittori sulla estensione dei Liguri nella penisola non ammesse dall'autore. Diverse teorie sull'etnografia dei Liguri, provocate dai progressi della filologia e antropologia comparata. 
   IX      X      XI      XII    Si esamina la teoria dell'origine celtica propugnata specialmente da Maury con conclusione recisamente negativa. 
   XIII      XIV      XV    Si discute la teoria dell'origine ariana, difesa in modo speciale da D'Arbois de Jubainville, con conclusione egualmente negativa. 
   XVI    La stessa conclusione si adotta per la teoria dell'origine turanica, sostenuta infra gli altri da Nicolucci. 
   XVII   ,     XVIII    Stato interno dei Liguri: indole e termine della loro lotta con Roma. Conclusioni della presente Memoria sull'etnografia, sulla patria e sull'individualità dei Liguri nell'età antica. Azione salutare esercitata dai loro discendenti Liguri-Subalpini, nel risorgimento politico dell'Italia attuale.